Cambio Mutuo: sostituzione o portabilità?

Per tutti i mutuatari che sono insoddisfatti del proprio mutuo, magari perché la rata da pagare presenta un tasso di interesse non proprio allineato con il mercato, ci sono tre strade da seguire che possono permettere di rendere più leggera la rata ed eventualmente più lunga la durata del mutuo stesso.
Una delle strade percorribili è quella di rivolgersi alla stessa banca dove è acceso il mutuo e chiedere la rinegoziazione; se la banca è concorde nel rivedere le condizioni del mutuo, rendendole più convenienti per il mutuatario, allora si può tranquillamente mantenere il mutuo nella banca senza l’applicazione di ulteriori procedure.
Se invece la banca si rifiuta di rinegoziare il mutuo, allora, grazie alla Legge Bersani, è possibile applicare la portabilità o surroga trasferendo il mutuo, e quindi il debito residuo, in un altro istituto di credito; con il trasferimento, senza costi a carico del mutuatario, sarà possibile modificare il tasso e la durata del mutuo con la conseguenza di poter pagare in futuro rate che magari sono più in linea con le proprie disponibilità finanziarie.
Se invece oltre a cambiare mutuo e banca si punta ad ottenere anche liquidità aggiuntiva, allora alla surroga o portabilità è preferibile la sostituzione. Con la sostituzione, infatti, si stipula con la nuova banca in tutto e per tutto un nuovo mutuo, con la conseguenza che ci sono costi aggiuntivi e spese accessorie; ma se il mutuo è già stato pagato per parecchi anni, è probabile che il valore dell’immobile sia aumentato, spesso anche di molto, con la conseguenza che è possibile “monetizzare” l’aumento di valore della prima casa ottenendo liquidità aggiuntiva, con lo stesso tasso del nuovo mutuo, che può far comodo per far fronte ad eventuali spese familiari.
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