Cedolare secca affitti senza contropartita in termini sociali

La cedolare sugli affitti che, salvo rinvii, dovrebbe partire dal prossimo anno, rappresenta una misura di riduzione della pressione fiscale senza andare ad offrire in termini sociali una contropartita. Questa, in estrema sintesi, è la posizione della Federazione regionale pugliese del Sunia che, tra l’altro, bolla come illusorio il fatto che la cedolare secca sugli affitti, così come definita nello schema di decreto sul federalismo fiscale, possa andare ad innescare un calo dei prezzi degli affitti che in molte parti d’Italia sono oramai diventati insostenibili.
Per i Sindacati degli Inquilini sarebbe stato meglio andare ad introdurre una tassazione più agevolata per i contratti di locazione a canone concordato in modo tale, ed in questo caso sarebbe realmente accaduto, da contribuire all’abbassamento dei prezzi degli affitti sul mercato libero.
Al risparmio fiscale per il proprietario di immobili, secondo principi di equità, dovrebbe corrispondere altresì un vantaggio a favore dell’inquilino in termini di importo mensile dell’affitto da pagare; ma l’attuale impianto della cedolare secca sui redditi da locazione non permette tutto ciò.
Inoltre, secondo la Federazione regionale pugliese del Sunia servirebbe introdurre misure agevolative a livello fiscale in grado di creare un sano conflitto di interessi contribuendo così a far emergere gli affitti in nero. E’ il caso, ad esempio, della possibilità di poter permettere all’inquilino di poter detrarre ogni anno dalla dichiarazione dei redditi il costo sostenuto per i canoni di locazione.
Fonte | Sunia Puglia
Dom 10/10/2010 da Filadelfo







