Cedolare secca per rilanciare l’affitto

L’introduzione in Italia, su tutto il territorio nazionale, della cedolare secca sugli affitti contribuirebbe a rendere meno pesante la tassazione a carico dei proprietari di immobili, e permetterebbe altresì a far emergere i contratti irregolari. Inoltre, si contribuirebbe anche ad immettere in maniera quasi automatica sul mercato anche i tanti alloggi che attualmente nel nostro Paese sono vuoti. Per questo la Confedilizia, unitamente alle altre Organizzazioni che rappresentano tutta la “filiera” del comparto immobiliare, dai piccoli proprietari agli investitori istituzionali, è tornata a ribadire la necessità dell’introduzione della cedolare secca.
Anche l’Assonime, tra l’altro, di recente ha sottolineato la necessità di rendere meno punitiva la tassazione sulle locazioni attraverso un’imposizione fiscale da armonizzare con quella attualmente in vigore sulle rendite finanziarie. Questo, secondo la Confedilizia e le altre Associazioni, tra cui Unioncasa, Asppi e Appc, garantirebbe anche un aumento delle occasioni di impresa e di lavoro.
Le Associazioni sono convinte che continuare a ritardare la messa a punto della cedolare secca sugli affitti comporterebbe un ulteriore aggravamento di una situazione e di uno scenario che è già insostenibile; inoltre, sia le forze di maggioranza, sia quelle di opposizione hanno inserito l’alleggerimento della tassazione sugli affitti nei loro programmi elettorali, ragion per cui si tratterebbe solo di mantenere le promesse.
Immagine tratta da: bergamo.olx.it
Ven 05/02/2010 da Filadelfo







