Cedolare secca sugli affitti, una misura strutturale

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cedolare secca sugli affitti

La cedolare secca sugli affitti, se introdotta nel nostro Paese su scala nazionale, rappresenta una misura strutturale. Ad affermarlo, nel corso di un’audizione al Senato, è stata mercoledì scorso la Confedilizia, la quale ha inoltre sottolineato come la misura potrebbe non incidere sui saldi di bilancio nel caso in cui fosse effettuata un’armonizzazione della fiscalità immobiliare. La cedolare secca sugli affitti, lo ricordiamo, è in vigore nel nostro Paese ma solo in forma limitata e sperimentale nella Regione Abruzzo a favore delle popolazioni colpite dal sisma del 6 aprile 2009.

E proprio in merito a questa misura sperimentale la Confedilizia nel corso dell’audizione ha colto l’occasione per far presente come sia inapplicabile sui contratti di locazione, che durano cinque anni con la formula del “3 + 2″, la cedolare secca con validità pari ad appena un anno; nessun proprietario di immobili, infatti, è disposto a impegnarsi nella stipula di un contratto a canone calmierato per una durata di cinque anni quando poi la tassazione sostitutiva è valida solamente per i primi dodici mesi.

La cedolare secca secondo la Confedilizia rappresenta una misura in grado di poter tornare a dare redditività ed impulso al mercato della locazione che diventerebbe appetibile, e che rilancerebbe l’edilizia nonché la mobilità di lavoratori e studenti ed il recupero di unità immobiliari vuote con tutti i benefici che ne conseguono anche per le casse dello Stato.

Immagine tratta da: friendster.com

Fonte | Confedilizia

Ven 11/06/2010 da Filadelfo

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