Compravendite, nuova crescita negli Stati Uniti

L’Associazione Nazionale di settore negli Stati Uniti ha pubblicato i dati relativi all’andamento delle compravendite immobiliari nel Paese durante l’ultimo trimestre dello scorso anno: si tratta di elementi sicuramente positivi, che a detta di gran parte degli osservatori rappresenterebbero una buona conferma dell’uscita dalla parte più grigia della recessione nella quale il mercato immobiliare si è recentemente imbattuto.
Tuttavia, stando almeno all’analisi della National Association of Realtors, il trend sembra essere definitivamente cambiato, con un volume di case (non nuove) vendute negli ultimi tre mesi dell’anno che è cresciuto del 14% rispetto a quello riscontrato nel trimestre precedente, per un numero annualizzato pari a 6,03 milioni di unità, contro i 5,29 milioni dei tre mesi precedenti.
Per quanto riguarda invece l’andamento dei prezzi, il valore medio di una casa non nuova è diminuito del 4,1% rispetto all’anno precedente, con un calo che ha coinvolto circa la metà delle città statunitensi.
Nell’intero 2009, invece, il valore delle case ha subito un deprezzamento di circa il 12%, per un costo medio di 173.500 dollari, che rappresenta il più grave decremento della storia recente, e perfino più significativo del – 9,5% conseguito nel 2008.
Nel 2010, infine, l’Associazione prevede che i prezzi delle case crescano in media del 3,7%, per quello che sarebbe il primo incremento dal 2006 ad oggi. Dal 2007 al gennaio del 2009 i prezzi sono invece diminuiti del 28%, toccando il punto minimo in concomitanza con i 164.800 dollari.
Più corposo invece l’aumento dei prezzi stimato per il 2011: gli analisti non escludono che la crescita dei valori possa toccare la doppia cifra.
Lun 22/02/2010 da Roberto Rossi









