Cosa è il ‘cap’ nei mutui a tasso variabile?

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Mutuo inpdap

Nei finanziamenti immobiliari ipotecari a tasso variabile spesso rientra – nelle clausole contrattuali – un “cap“. Ma di cosa si tratta? Il cap, come vedremo, è un cappello, un tetto massimo che rappresenta il limite di applicazione dei tassi di interesse. E’ pertanto una condizione piuttosto importante, in grado di influenzare anche in maniera rilevante il piano di rimborso di un mutuo a tasso variabile.

Il cap, infatti, limita e condizione i piani di ammortamento basati su un tasso parametrato all’Euribor o al tasso che la BCE utilizza come riferimento per le operazioni di rifinanziamento.

Se il tasso di interesse applicato al mutuo (parametro di riferimento + spread) dovessero infatti crescere al di là del cap, il mutuatario vedrà applicato al proprio debito residuo unicamente il tasso soglia rappresentato da tale clausola.

Il cap è pertanto una condizione in grado di limitare anche fortemente i rischi derivanti da un improvviso rialzo dei tassi di interesse, rivolgendosi soprattutto a coloro che, pur volendo godere degli eventuali benefici derivanti dall’applicazione di un tasso di interesse, non vogliono comunque correre rischi eccessivi derivanti da un trend crescente dei parametri di riferimento.

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