Dall’Ici all’Imu, nuova tassa sulla casa?

Nell’iter di approvazione in Parlamento della manovra economica, recentemente approvata dal Governo, potrebbero arrivare grosse sorprese e non tutte positive. Il condono edilizio, infatti, spunta e rispunta attraverso la presentazione di emendamenti, ma il Governo non sembra intenzionato a dare il proprio appoggio. Tutto dovrebbe quindi fermarsi alla sanatoria sulle cosiddette “case fantasma“, ma nello stesso tempo i Comuni, colpiti dalla riduzione del trasferimenti presente nella manovra, battono cassa.
D’altronde con minori trasferimenti il rischio è quello che gli Enti locali non abbiano sufficienti risorse per garantire in termini quantitativi e qualitativi i servizi alla cittadinanza. Negli ultimi anni, tra l’altro, l’eliminazione dell’imposta comunale sugli immobili (Ici), relativamente alla prima casa, non ha di certo agevolato gli Enti locali se si considera che nel nostro Paese all’incirca otto italiani su dieci vivono nella casa di proprietà.
Allora perché non introdurre una nuova tassa sugli immobili, ovverosia una parente stretta dell’Ici messa a punto in vista della riforma in senso federalista? Ebbene, l’idea c’è in tal senso da parte dell’Esecutivo, visto che alla “nuova Ici” è stato dato il nome di “Imu“, l’imposta municipale unica che andrebbe, tra l’altro, ad accorpare anche la Tarsu. La tassazione sugli immobili, quindi, tornerebbe ai Comuni, ma il rischio è che questa novità, definita come una vera e propria rivoluzione, comporti un maggiore esborso da parte dei cittadini.
Immagine tratta da: www.ordineingegneriagrigento.it
Fonte | Idealista.it
Ven 25/06/2010 da Filadelfo











