Mercato immobiliare, la disoccupazione frena le compravendite

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Mercato immobiliare, il condizionamento della disoccupazione

Secondo una recentissima ricerca della società di consulenza Realty Trac, la condizione del mercato immobiliare statunitense continuerà ad essere particolarmente deteriorata almeno per altri sei mesi, a causa dell’elevato tasso di disoccupazione che sta scoraggiando le richieste di compravendita, nonostante un buon incremento dell’offerta a contribuire al freno dei prezzi, e tassi di interesse piuttosto convenienti.

Un elemento a supporto di questa convinzione è stato offerto, negli scorsi giorni, dagli ultimi aggiornamenti in materia di pignoramenti e sequestri di proprietà abitative, che nel corso degli scorsi mesi hanno toccato livelli da record, rilanciando le aspettative negative di chi sostiene che entro la fine del 2010 il volume di immobili interessati da simili provvedimenti supererà quello del precedente esercizio.

I provvedimenti di cui sopra sono infatti cresciuti del 38% durante il secondo trimestre dell’anno rispetto al volume riscontrato nello stesso periodo dell’anno precedente, e del 5% su base trimestrale. Il picco, sostengono alcune università locali, sarà tuttavia raggiunto questo inverno, quando il mercato immobiliare toccherà il fondo, prima di riprendersi gradualmente a decorrere dal 2011.

Per quanto riguarda le singole macro aree degli Stati Uniti, lo Stato con lo scenario più grigio è sicuramente il Nevada, dove i provvedimenti di esproprio o di pignoramento hanno interessato un proprietario immobiliare (con mutuo) su 17. Al secondo posto c’è invece l’Arizona, dove la proporzione è di uno su trenta, seguita dalla Florida, con una proporzione di uno su trentadue.

Ven 23/07/2010 da Roberto Rossi in

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