Mutui: al ritorno dalle ferie nulla è cambiato

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Al ritorno dalle ferie il cittadino italiano che vuole stipulare un mutuo non trova in banca condizioni più favorevoli; gli spread sono infatti alti, così come lo sono i tassi sui mutui fissi. Più appetibili appaiono i mutui a tasso variabile grazie alla discesa dall’euribor, ma non ci vuole di certo un veggente per capire come da qui a qualche anno, forse solo traa sei-dodici mesi, i tassi di interesse potranno essere più alti di quelli attuali.

Nel frattempo, come sottolinea Massimo Sideri sul “Corriere.it”, le banche italiane e quelle estere sembrano essere uscite bene dalla crisi tornando a mostrare bilanci trimestrali con utili di rilievo. Ma i costi bancari nel nostro Paese non sono scesi, quasi come se la crisi fosse passata per gli istituti di credito ma non per i correntisti/consumatori.

In Italia, tra l’altro, le banche quasi con orgoglio rispondono con un “no, grazie!” ai “Tremonti Bond” non facendo così, come dichiarato con durezza dal Ministro dell’Economia, gli interessi delle famiglie e delle imprese. Non è che il settore finanziario ed il sistema bancario abbiano già dimenticato da che tipo di crisi stiamo cercando di uscire?

La domanda è d’obbligo visto che smaltita la bolla dei mutui subprime senza una finanza non solo regolamentata, ma anche costruita più a misura di consumatore e più attaccata ai fondamentali si rischia di tornare punto e a capo. D’altronde è il correntista il “datore di lavoro” sia dei dipendenti bancari, sia del banchiere, e di questo tutti dovrebbero ricordarsene.

Immagine tratta da: www.morgagecalculater.org

Mar 08/09/2009 da Filadelfo

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