Mutui: caro spread, ma quanto mi costi?

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tassi spread mutui

Il costo del denaro in Europa è ai minimi storici, ed anche l’euribor negli ultimi mesi ha fatto registrare i valori più bassi di sempre con benefici tangibili sulle rate dei mutui a tasso variabile sottoscritti dalle famiglie; ma per chi si appresta a stipulare un nuovo mutuo, scegliendo la formula a tasso variabile, gli interessi pagati sulle rate sono tali da rispecchiare in tutto e per tutto le mutate condizioni di mercato?

A quanto pare non è proprio così, visto che negli ultimi mesi, in scia al calo degli interessi intascati dalle banche, c’è stato un contestuale aumento degli spread, ovverosia della commissione fissa che l’istituto di credito incassa oltre al tasso base offerto. Non a caso, se in passato lo spread arrivava nei casi limite all’1%, adesso per i mutui a lungo termine arriva a sfiorare anche il 2%.

Questo significa che la commissione fissa per i mutui a lungo termine, ovverosia quelli più rischiosi per le banche, e che costano di più agli istituti di credito in termini di raccolta, può arrivare anche al doppio rispetto al livello del costo del denaro stabilito dalla BCE.

La conseguenza è che per un mutuo a tasso variabile a 40 anni il tasso, euribor + spread, supera il 2,5%, senza alcuna sicurezza sull’ammontare della rata per il futuro; e con la formula a tasso fisso la sicurezza della rata costa molto cara, visto che per un mutuo prima casa della durata di 40 anni non è difficile imbattersi in tassi effettivi al 6%!

Immagine tratta da: www.cyberloan.com

Gio 14/05/2009 da Filadelfo in

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