Mutui prima casa: agevolazioni e suggerimenti per la scelta

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L’acquisto della propria prima casa è un passo molto importante nella vita di ognuno, da compiere con oculatezza e senza lasciarsi trasportare da emotività e atteggiamenti istintivi. E’ bene cioè valutare costi e benefici derivanti da tale operazione, e cercare di capire quale prodotto richiedere per poter supportare finanziariamente tale esigenza che ci consentirà di metter mano alla nostra casa dei sogni. Vediamo pertanto di stabilire qualche linea guida che possa aiutarci nella definizione dell’operazione ideale.

Acquistare casa: quali i vantaggi fiscali

Acquisto casa

Innanzitutto, in Italia sono riconosciuti degli importanti vantaggi fiscali per gli acquirenti di una prima casa. I vantaggi sono principalmente riconducibili alla possibilità di usufruire delle detrazioni delle quote interessi delle rate, e di tutti i costi accessori sostenuti in sede di istruttoria e di stipula del mutuo, dalla propria dichiarazione dei redditi, con conseguente risparmio parziale dell’imposizione fiscale. Si tratta di un discreto aiuto ai primi mutuatari, che è bene tenere in mente, anche per quanto concerne tutti gli oneri aggiuntivi che esulano dal novero delle rate periodiche.

Gli sconti sulle imposte di registro, ipotecarie, catastali

Acquisto casa

Oltre alla possibilità di detrazione di cui sopra, ricordiamo come importanti sconti siano riconosciuti in sede di pagamento delle imposte di registro, ipotecarie o catastali. In caso di acquisto da privato, infatti, l’imposta di registro scende dal 7% al 3% per la prima casa, mentre l’imposta ipotecaria e l’ipoteca catastale vengono pagate in misura fissa, pari a 168 euro, rispettivamente contro il 2% e l’1% delle seconde case. Altri sconti sono riconosciuti in caso di acquisto da impresa costruttrice o non costruttrice.

La scelta: tasso fisso o variabile

Acquisto casa

Una volta determinati i vantaggi di natura fiscale acquisiti con l’operazione di finanziamento per l’acquisto della prima casa, è bene scegliere la forma tecnica di tasso al quale indebitarsi. E’ meglio il tasso fisso o quello variabile? La risposta non può che essere fortemente soggettiva: in linea di massima, possiamo dire che il tasso variabile risulta essere maggiormente appropriato per coloro che ritengono di poter sopportare eventuali rincari dell’importo delle rate senza particolari problemi. Chi invece desidera maggiore serenità, o possiede un reddito da lavoro dipendente costante nel tempo, dovrebbe preferire il mutuo a tasso fisso.

Dell’argomento abbiamo parlato più volte negli ultimi mesi sulle pagine di Mutui Vostri Soldi. Pertanto, se è di vostro interesse, potete consultare anche i seguenti post:

Mutui prima casa: le agevolazioni fiscali
Agevolazioni fiscali: quali sono e come richiederle
Mutuo a tasso fisso o variabile: cosa scelgo?

Ven 11/02/2011 da Roberto Rossi in

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