Mutui subprime, il governo USA chiede i danni alle banche

Forse era iniziato tutto con loro, i mutui subprime. Qualche anno fa, infatti, a causa dell’incontrollata esplosione della bolla dei c.d. mutui tossici, la finanza internazionale rischiò di andare con le gambe per aria, con tutto ciò che avrebbe potuto conseguirne, e con tutto ciò che ne è effettivamente conseguito. Ora il governo statunitense – che dimostra di avere la memoria lunga – torna alla carica, e chiede alle banche i danni per i pregiudizi sofferti a livello di sistema.
Il governo Usa, infatti, a tre anni di distanza dalla bolla immobiliare, ha avanzato causa a 17 banche, americane e non, per un totale di 100 miliardi di dollari, di cui ben 33 alla sola JP Morgan, e 30 alla Bank of America, cui vanno aggiunti circa 900 milioni di dollari già richiesti qualche tempo fa alla Ubs.
La Federal Housing Finance Agency, l’agenzia governativa federale che ha materialmente richiesto il risarcimento dei danni sopra quantificati, agisce infatti come commissario straordinario della Freddie Mac e della Fannie Mae, le due società ultra settantennali, create per garantire i fondi del real estate americano, e nazionalizzate nel 2008 per evitare il fallimento.
Una mossa, quella della nazionalizzazione, estremamente costosa. Tanto che ora il governo USA ha deciso di passare al contrattacco, chiedendo un corposo risarcimento. E’ altamente probabile che si possa arrivare a un accordo bipartisan, anche se le sorprese non sono escluse.
Mar 06/09/2011 da Roberto Rossi in Interessi Mutuo, Mutuo











