Nuove case vendute, record minimo negli USA

Un report del Dipartimento del Commercio americano sostiene che il livello delle vendite di nuove proprietà immobiliari ad uso abitativo negli Stati Uniti sarebbe diminuito in maniera quasi inaspettata durante il mese di gennaio, toccando una soglia minima storica recente, e dimostrando pertanto che i benefici fiscali predisposti dal governo, che finora avevano sorretto l’intero mercato, non sono sufficienti a supportare la domanda nel medio termine.
Gli acquisti di nuove proprietà immobiliari ad uso abitativo sono infatti diminuiti dell’11%, per un volume annualizzato in termini assoluti pari a 309 mila unità, sotto la stima più pessimistica compiuta dagli analisti americani.
Per quanto concerne l’andamento delle singole macro-aree, su tre delle quattro regioni statunitensi si è registrato un declino nel volume di vendite nel corso del mese di gennaio, con un record negativo nella zona nordorientale, dove la flessione è stata pari al 35%. Nel Midwest, invece, l’incremento è stato del 2,1%.
Il prezzo medio di vendita è stato invece rivisto del 2,4% rispetto al mese di gennaio del 2009. Nel suo report, il Dipartimento segnala infatti un valore pari a 203.500 dollari nel primo mese dell’anno, con il livello più basso dal dicembre del 2003; nello stesso mese di gennaio del 2009, invece, il prezzo medio fu pari a 208.600 dollari.
In aumento, invece, l’offerta di nuove case: un fenomeno che – secondo gli analisti americani – dovrebbe concorrere a spingere ancora verso il ribasso i prezzi delle proprietà immobiliari ad uso abitativo. Ancora incertezza, infine, per ciò che riguarda il mercato del lavoro del 2010, e le sue influenze sul real estate a stelle e strisce.
Dom 07/03/2010 da Roberto Rossi











