Piano Casa: Ance, quadro frammentato e disomogeneo

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Piano Casa

Il Piano Casa messo a punto dal Governo doveva avere una finalità anti crisi, e di conseguenza avrebbe dovuto comportare la messa a punto di azioni immediate; ma a conti fatti così non è stato. L’ANCE, Associazione Nazionale Costruttori Edili, nel corso di un convegno sul tema del Piano Casa tenutosi nei giorni scorsi, ha non a caso messo in evidenza come il quadro normativo risulti essere sia frammentato, sia disomogeneo.

Basti pensare che solamente due Regioni italiane, l’Umbria e la Toscana, hanno rispettato il limite temporale del 30 giugno 2009 per varare le Leggi regionali così come previsto dall’Accordo Stato-Regioni.

Per il resto, l’approvazione del Piano Casa a livello regionale è avvenuta in ordine sparso fino ad arrivare ai casi della Sicilia e della Calabria che devono ancora approvare/adottare la Legge sul Piano Casa. Quindi, il Piano Casa sembra aver palesemente ed oggettivamente perso quella sua funzione di piano straordinario di interventi per il rilancio dell’edilizia.

Nel corso del convegno ANCE, i costruttori hanno provveduto in merito al Piano Casa a fare un primo bilancio, e contestualmente hanno proposto un nuovo progetto; il Piano Casa, infatti, sta subendo una decisa frenata anche perché, in accordo con un Dossier dell’Associazione dei costruttori, i Comuni nell’adottare le norme delle Leggi regionali hanno poi introdotto parecchie limitazioni che frenano la concreta attuazione delle misure.

Immagine tratta da: www.italianbusinessguide.com

Mar 16/02/2010 da Filadelfo

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