Piano casa nazionale, servono snellimenti procedurali

Al fine di rilanciare il settore delle costruzioni in Italia l’Esecutivo ha sinora messo in atto un intervento troppo modesto. Questo è quanto, tra l’altro, è emerso da un’analisi nel corso di una riunione che si è tenuta venerdì scorso a Roma tra le organizzazioni sindacali e le associazioni delle imprese del settore. Per uscire dalla crisi, e per scongiurare il collasso, sono stare formulate al Governo delle proposte concrete, a partire dalla sblocco delle risorse per le infrastrutture e passando per la modifica del Patto di Stabilità interno e le garanzie sui pagamenti dovuti alle imprese delle costruzioni.
Inoltre, in accordo con quanto riporta l’Ance, Associazione Nazionale Costruttori Edili, occorre garantire la regolarità del mercato del lavoro, utilizzare la leva fiscale ed ampliare in edilizia il ricorso agli ammortizzatori sociali. E per quanto riguarda il Piano Casa nazionale, serve sia l’attuazione dell’housing sociale, sia una maggior concretezza per quel che riguarda lo snellimento delle procedure.
D’altronde i dati sulla crisi del settore delle costruzioni parlano chiaro: negli ultimi tre anni gli investimenti nel settore sono scesi del 18% a fronte, solo lo scorso anno, della perdita di 137 mila posti di lavoro nel comparto anche e soprattutto a causa della chiusura di oltre duemila imprese colpite dalla contrazione delle compravendite di case e di immobili non residenziali.
Immagine tratta da: www.stroyeco.com
Fonte | Ance
Mer 19/05/2010 da Filadelfo







