Pignoramenti, rialzo di fine anno negli States

  • Commenta
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

PIGNORAMENTI

Stando agli ultimi dati forniti dalla MBA, durante l’ultimo trimestre del 2009 negli Stati Uniti avrebbero avuto luogo un numero di pignoramenti mai così elevato, con una crescita del 4,58% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: un segnale piuttosto chiaro di come il deterioramento del mercato del lavoro stia proseguendo a infliggere severi danni alla società americana, con previsioni non troppo ottimistiche per il 2010.

Nonostante i piani governativi da tempo in vigore negli Stati Uniti per supportare il mercato finanziario immobiliare, infatti, la crescente disoccupazione sta continuando a far emergere il problema relativo al crescente volume dei pignoramenti, che nel corso del 2010 dovrebbero toccare livelli record, per poi stabilizzarsi entro i primi mesi del prossimo anno.

La causa, come già preannunciato, sembra essere riconducibile principalmente alla diminuzione dell’occupazione. Ricordiamo infatti che il tasso di disoccupazione è sceso al 9,7% nel corso del mese di gennaio, per una lieve flessione che – pur per certi versi sorprendente – non ha certamente alleviato le preoccupazioni degli analisti, che dopo aver visto il tasso toccare la quota record recente storica del 10,1% ad ottobre, stimano un 2010 piuttosto turbolento per il mercato del lavoro.

Stando a gran parte degli osservatori del mercato, il tasso dovrebbe rimanere compreso tra il 9,5% e il 10% per almeno un altro semestre, per poi scendere verso il range 9% – 9,5% entro la fine del mese di dicembre dell’anno in corso. Nel contempo, il volume dei pignoramenti immobiliari dovrebbe invece superiore quota 3 milioni.

Mar 02/03/2010 da Roberto Rossi in

Commenta

Ricorda i miei dati

Pubblica commento