Preliminari di vendita, crescita negli USA a febbraio

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washington

Secondo quanto dichiarato dalla National Association of Realtors in un recentissimo comunicato stampa, in maniera quasi del tutto inaspettata durante il mese di febbraio un numero crescente di cittadini statunitensi avrebbero siglato accordi di acquisto di una proprietà immobiliare ad uso abitativo, con l’indice di riferimento statistico relativo che è stato portato in aumento dell’8,2%, per il secondo incremento più significativo dall’ottobre del 2001.

Gli analisti attendevano una crescita di tale elemento, ma probabilmente non nelle misure che sono state interessate dall’osservazione sul secondo mese dell’anno: era infatti abbastanza probabile che per usufruire dei vantaggi fiscali predisposti dall’amministrazione governativa Obama (che prevedono, tra i principali requisiti, la firma di un compromesso d’acquisto entro la fine del mese di aprile), una discreta quantità di cittadini fossero intenzionati a concludere i preliminari quanto prima.

Sul fronte del medio termine, invece, gli analisti sembrano convinti che una crescita sostenibile della variabile sarà riscontrabile solamente nel momento in cui il mercato del lavoro dovesse mostrare un significativo cambiamento di tendenza, con un tasso delle persone in cerca di un’occupazione ancora troppo elevato per permettere una vera e propria inversione. Tra le macroregioni più dinamiche in termini di promesse di future compravendite immobiliari, in testa c’è il Midwest, con un incremento di 22 punti percentuali. Bene anche il Sud e il Nordest, in crescita del 9,2% e del 9%. Male l’Ovest, in calo dei quasi 5 punti percentuali.

Gio 15/04/2010 da Roberto Rossi in

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