Richieste mutui, calo dell’11% negli Stati Uniti

Durante la scorsa settimana le richieste di nuovi finanziamenti immobiliari negli Stati Uniti hanno subito un vistoso calo nella misura dell’11%, frutto soprattutto delle politiche in tema di tassi di interesse applicati sui mutui bancari, che hanno subito un incremento piuttosto deciso che ha portato il livello medio di onerosità sulle massime soglie dalla metà del 2009 ad oggi, e sempre più lontano dai minimi riscontrati nell’autunno e nell’inverno passati.
Secondo quanto comunica la MBA, infatti, l’indice che misura le richieste di finanziamento sarebbe calato di 11 punti percentuali nella settimana terminata il 2 aprile 2010. La “colpa” risiede soprattutto nel cattivo contributo delle operazioni di rifinanziamento: l’incremento dei tassi sta infatti rendendo sempre meno conveniente il ricorso alla sostituzione di un mutuo già in ammortamento, con rinegoziazione dei tassi, mentre continuano a resistere le richieste di finanziamento per acquisto di casa, che crescono dello 0,2%.
Novità sull’andamento dei finanziamenti immobiliari saranno tuttavia riconducibili anche ad altri fattori. Il nostro riferimento è soprattutto alla scadenza che oramai si sta avvicinando rapidamente: a fine aprile terminerà l’arco temporale di richiesta del beneficio fiscale che l’amministrazione governativa statunitense riservò per gli acquirenti di una prima casa.
Rimarrà inoltre da chiarire quale possa essere l’evoluzione dei tassi nel corso delle prossime settimane: gli analisti si dicono convinti che vi possa essere un aumento graduale, fino a toccare i 6 punti percentuali entro il prossimo inverno.
Sab 17/04/2010 da Roberto Rossi in Finanziamento, Mutuo










