Scende la rata dei mutui, aumenta lo spread!

Proprio nella giornata di ieri la Banca Centrale Europea ha nuovamente tagliato il costo del denaro, portando i tassi di interesse dal 2% all’1,5%, nuovo minimo storico. Questo significa, almeno sulla carta, che per le famiglie che nelle prossime settimane stipuleranno un mutuo, o già ne hanno uno a tasso variabile, la rata mensile sarà più bassa.
Pur tuttavia, il condizionale è d’obbligo, visto che le banche italiane, anche per ‘coprirsi’ dai rischi legati all’erogazione del credito in una fase di estrema difficoltà per la finanza internazionale, stanno progressivamente innalzando gli spread, con la conseguenza che la rata scende meno rispetto all’entità del ribasso dei tassi di interesse.
Non a caso, secondo quanto scrive PierEmilio Gadda sul sito Of-Osservatorio finanziario (www.osservatoriofinanziario.com), nell’arco di quattro mesi gli spread applicati dalle banche sui mutui sono cresciuti in media di oltre il 22% per quelli agganciati al tasso euribor, e di oltre il 65% per quelli di ‘nuova generazione’ che sono agganciati proprio ai tassi della Banca Centrale Europea.
Il dato, nello specifico, emerge da un’indagine che Of-Osservatorio finanziario ha effettuato su un campione rappresentativo degli istituti di credito italiani. Con tassi nell’area euro attualmente all’1,5%, lo spread, specie se rivisto al rialzo dalle banche per i nuovi mutuatari, rischia di conseguenza di incidere e non poco sulla rata mensile del mutuo.
La speranza è che il mercato del credito possa tornare a stabilizzarsi in modo tale che le banche possano evitare di ‘lucrare’ sugli spread al fine di ‘coprirsi’ dal rischio di erogazione del finanziamento. Anche perché le cose potrebbero andare peggio per i mutuatari quando i tassi di interesse torneranno a salire.
Immagine tratta da: www.quickenloans.com
Fonte | Of-Osservatorio finanziario










