Spese mutui, il calcolo dei costi effettivi

Quali sono i parametri grazie ai quali è possibile fare un confronto tra le varie offerte di mutuo? Di certo non il tasso offerto cui va aggiunto lo spread, ovverosia la commissione fissa stabilità in sede di stipula del finanziamento. Questo perché sul costo reale del mutuo incidono anche altre voci di cui, prima della stipula, non solo bisogna esserne a conoscenza, ma occorre anche verificare se magari altri istituti di credito non le facciano pagare o applichino costi più bassi.
Occorre quindi “diffidare” dal TAN, il Tasso Annuo Nominale, e concentrarsi invece sull’ISC, l’indicatore sintetico di costo che include tutti i parametri di costo del mutuo: dal tasso di interesse allo spread passando per tutte quelle spese accessorie necessarie per l’erogazione del finanziamento.
Tutte le banche sono tenute a fornire in sede di preventivo l’ISC, ed è su quello che è possibile fare un confronto reale e veritiero tra i vari mutui offerti dagli istituti di credito. L’ISC, infatti, include spese come quelle di perizia, istruttoria, incasso rata ed assicurazione sull’immobile che spesso incidono, e pure parecchio, sul costo complessivo che il mutuatario è chiamato a sobbarcarsi per ottenere il finanziamento.
L’ISC dei mutui, che non è altro che il TAEG, ovverosia il “Tasso Annuo Effettivo Globale“, risulta quindi essere per la stipula dei mutui l’unico parametro in base al quale il mutuatario può rilevare l’effettiva convenienza. Questo perché molto spesso sul mercato ci sono mutui senza spese accessorie ma con tassi di interesse e spread sensibilmente più elevati rispetto alla media del mercato, con la conseguenza che a conti fatti le spese accessorie, anche se non previste e dovute, sono comunque “caricate” ad insaputa del mutuatario nel costo base del finanziamento.
Lun 06/04/2009 da Filadelfo











