Tasse, pareri ancora contrastanti sulla cedolare secca

La cedolare secca è una norma, introdotta nel 2010, che permette ai proprietari di un immobile in locazione di pagare un’aliquota fissa sugli affitti, pari al 20%. La nuova imposta prenderà vita solamente dal 1 gennaio 2011, in sostituzione dell’Irpef sui canoni di locazione, dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo. La sua applicazione sarà tuttavia facoltativa, non essendo previsto alcun obbligo in materia, e potrà essere estesa anche a quei contratti di locazione per i quali non esiste la necessità di registrazione.
Sulla cedolare secca si sono espressi numerosi operatori del settore, in modo più o meno critico. Secondo i suoi propositori, e parte del mercato immobiliare italiano, l’introduzione della cedolare aiuterà la ripresa del segmento delle locazione, fungendo da spinta per un rimbalzo delle trattative.
Dall’altra parte vi sono invece coloro che criticano l’imposizione della cedolare secca, soprattutto nell’ottica in cui essa favorirebbe i proprietari immobiliari, senza apportare benefici alla controparte, quella degli affittuari, per i quali le associazioni di settore attendevano supporti convinti.
In mezzo vi sono infine gli attendisti, come i vertici della Fiaip: Paolo Righi, presidente della Federazione, ha infatti affermato prudenzialmente che occorrerà attendere l’entrata in vigore del federalismo fiscale per potersi esprimere in maniera chiara su quanti benefici verranno apportati dalla cedolare secca.
Gio 18/11/2010 da Roberto Rossi in Affittare, Affitto Casa











