Tassi interesse mutui: come si calcolano

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I tassi di interesse che vengono applicati ai capitali concessi all’interno di un’operazione di mutuo sono il frutto di qualche elaborazione matematica non troppo complicata. Vediamo perciò come si conteggiano i tassi di interesse fissi e variabili, quale è la loro incidenza, e cosa si intende per spread. Partiamo con comprendere la differenza tra la struttura del tasso fisso (su base IRS o Eurirs) e la struttura del tasso variabile (su base Euribor o tasso BCE).

TASSO FISSO

Il tasso fisso, come intuibile dal nome di questa forma tecnica, è un tasso di interesse che rimane costante per l’intera durata del piano di ammortamento. Il parametro di riferimento da cui si trae il tasso fisso applicato al mutuo prende il nome di IRS o Eurirs, la cui entità varierà di norma, proporzionalmente alla durata del piano di ammortamento prescelto.

L’Eurirs trae origine infatti da alcuni accordi denominati Interest Rate Swap, sottoscritti al fine di tutelarsi contro le variazioni sfavorevoli dei tassi di interessi. Maggiore è la durata dell’operazione, e maggiore sarà anche il pericolo che i tassi possano assumere dei trend non convenienti.

All’Eurirs di cui sopra viene poi aggiunta una maggiorazione denominata spread, di cui parleremo dopo.

TASSO VARIABILE

I mutui a tasso di interesse variabile utilizzano invece due differenti e alternativi parametri di riferimento.

Il primo è l’Euribor, e rappresenta un tasso medio al quale avvengono le transazioni, in Euro, tra istituti di credito internazionali, divenendo pertanto una sorta di indice del costo del denaro. Il secondo è invece il tasso di interesse che la Banca Centrale Europea utilizza come riferimento per le operazioni di rifinanziamento.

Ad entrambi i parametri è aggiunto lo spread.

SPREAD

Già introdotto due volte in questo breve approfondimento, lo spread è una maggiorazione applicata dall’istituto di credito a un parametro di riferimento dei tassi, e rappresenta la fonte di ricavo principale per la banca dall’operazione di mutuo.

Generalmente lo spread è un elemento concordato con l’istituto di credito erogante, con andamenti crescenti dello stesso sulla base della progressiva estensione dell’operazione.

RIEPILOGANDO

  • Nei mutui a tasso di interesse fisso, il tasso è calcolato come sommatoria tra l’IRS di durata e lo spread, che viene applicato a titolo di maggiorazione. Trattandosi di un “congelamento” del tasso per l’intera durata dell’operazione, il tasso fisso sarà maggiore di quanto verrebbe inizialmente applicato con il tasso varaibile.
  • Nei mutui a tasso di interesse variabile, il tasso è calcolato come sommatoria tra un parametro di riferimento mutevole nel tempo (come l’Euribor o il tasso BCE) e lo spread di cui sopra, con revisione periodica (mensile, trimestrale, semestrale) dello stesso tasso.
  • Lo spread è una maggiorazione che rappresenta la principale fonte di guadagno della banca, divenendo una sorta di “ricarico” sul costo del mutuo per il cliente finale.
  • Ven 22/10/2010 da Roberto Rossi in ,

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