Tassi mutui, la manovra BCE potrebbe non portare effetti positivi

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La Banca Centrale Europea, nel corso della scorsa settimana, ha scelto di portare al ribasso il proprio parametro di riferimento per le operazioni di rifinanziamento, con una decisione che – tuttavia – potrebbero non provocare alcun effetto utile alle tasche dei mutuatari italiani. Cerchiamo di capire perchè, in maniera semplice e trasparente.

La decisione BCE. L’istituto guidato da Mario Draghi ha scelto di dare una scossa all’economia europea, andando ad abbattere ulteriormente il tasso di interesse di riferimento per le operazioni di rifinanziamento: una decisione che ha portato il costo di riferimento del denaro dell’Eurozona dall’1,25% all’1%, per una soglia minima record sfiorata anche durante il 2009.

Cosa cambia. I cambiamenti, per i mutuatari di un finanziamento a tasso BCE, sono immediati: il parametro porterà il tasso finale in diminuzione di 25 basis points, con minore esborso per il pagamento delle rate in corso di ammortamento (da una parte), e minore onerosità per chi invece cerca di contrarre oggi un nuovo mutuo a tasso BCE (dall’altra parte).

Ma lo spread è in agguato. Tuttavia, la decisione della BCE – che in condizioni di stabilità dello spread sarebbe certamente un beneficio per le tasche degli italiani – corre il rischio di risultare inutile. Infatti, il calo di 25 basis points del costo del denaro sui mutui, potrebbe essere controbilanciato in maniera negativa dall’incremento ulteriore dello spread applicato dalle banche sui nuovi mutui, con pregiudizio esclusivo per chi, un finanziamento, lo deve ancora contrarre.

Ma perchè lo spread dovrebbe crescere? Lo spread è una maggiorazione a titolo oneroso, che le banche impongono ai clienti come principale forma di remunerazione del capitale prestato. A loro volta, le banche pagano al sistema di rifinanziamento un tasso di interesse per poter avere il denaro utile da prestare alla propria clientela. Se il sistema dovesse continuare (come probabile) a soffrire di crisi di liquidità, il costo della raccolta delle banche potrebbe crescere ancora, provocando incrementi dello spread sui mutui piuttosto significativi.

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Mar 13/12/2011 da Roberto Rossi in

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Valentina 26 febbraio 2012 08:29

Bonjour,Comme vous avez pu le ctaetnosr notre site en est a ses balbutiements et n’a absolument aucune vocation commerciale.Bien sur nous allons le faire evoluer et avancer selon notre strategie.Le votre me parait plus a vocation commerciale (ce que je ne reproche pas, il faut bien vivre) et sauf a me tromper je ne pense pas qu’il puisse apporter quoi que ce soit au votre.Cdlt.

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Christian 20 luglio 2012 15:54

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