Vendite case, calo del 7,2% a gennaio negli States

Le vendite di case non nuove avvenute negli Stati Uniti durante il mese di gennaio del 2010 sono calate per il secondo periodo consecutivo: la notizia era nell’aria già da diverso tempo, ma per la sua ufficializzazione si è dovuto attendere la comunicazione dell’autorevole report della National Association of Realtors, la quale ha annunciato che gli acquisti di case “di seconda mano” sono diminuite del 7,2%.
Il dato sembra essere particolarmente significativo e, non tanto nel suo segno, quando nella sua entità, certamente inaspettato. L’ottimismo generato dall’estensione del beneficio fiscale predisposto dall’amministrazione Obama sta infatti scemando, e sta trovando un temibile avversario – in grado di annullare le influenze positive – nella precaria situazione del mercato del lavoro.
E così il volume annualizzato delle compravendite è dovuto a calare a quota 5,05 milioni di unità, con il secondo declino più grave della storia recente, pur meno evidente del – 16,2% del dicembre del 2009. Per quanto riguarda invece i prezzi medi di vendita ai quali vengono concluse le operazioni, si registra una sostanziale stabilità rispetto al mese precedente, a 164.700 dollari.
Grande incertezza vige ora sui dati di febbraio e sul prossimo futuro a breve termine. Oltre alle condizioni del mercato del lavoro, una buona parte di responsabilità nel condizionare l’andamento delle compravendite immobiliari lo avrà anche il livello delle case pignorate, la cui entità conta oramai quasi per il 40% degli immobili oggetto di acquisto.
Nel 2010, ricordiamo, il livello dei pignoramenti dovrebbe quasi certamente salire oltre quota 3 milioni di unità.
Lun 08/03/2010 da Roberto Rossi











